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Quando ebbe inizio il Sessantotto

L'occupazione studentesca di Palazzo Campana a Torino

16 Nov 2018

Torino, almeno stando a quanto dicono i torinesi, è sempre stata un passo avanti. Qui hanno avuto origine il Risorgimento, il cinema italiano, il tramezzino e il festival Archivissima, tanto per fare qualche esempio. Anche il Sessantotto, a quanto pare, è nato a Torino. Nel 1967.

Tutto cominciò dagli studenti, nel novembre di 51 anni fa. A far detonare una situazione già molto tesa fu la notizia, circolata tra gli universitari, dell’imminente trasferimento delle facoltà umanistiche da Palazzo Campana ad una sede fuori città.
Così, rapidamente e spontaneamente, gli studenti occuparono Palazzo Campana. Non solo quelli di Lettere e Giurisprudenza: anche dai licei cittadini, come il D’Azeglio e il Gioberti, accorrevano ragazzi disposti a disertare le lezioni per dare man forte ai compagni più grandi.
Fu subito indetta una grande assemblea in Aula Magna.

Le rivendicazioni si trovano nei documenti ciclostilati distribuiti tra gli studenti, e conservate negli archivi del Polo del 900 di Torino (Fondazione Antonio Gramsci). Stop a esami e controllo delle presenze, considerati metodi di prevaricazione; basta lezioni frontali ed autoritarismo dei professori, introduzione di programmi d’esame più leggeri e mirati, e così via. Più in generale, si combatteva contro un’istruzione non più percepita come occasione di riscatto culturale e sociale, ma come istituzione votata all’indottrinamento e all’oppressione delle nuove generazioni, controllata da parte di una stretta casta di potere.

«C’era nella ribellione anche il ricordo dell’esperienza dei nostri genitori, il sentimento di una Resistenza incompleta. I nemici mitici erano i fascisti, che però non vedevamo mai».

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Il vero nemico, sottolineano i documenti di quei giorni, è il sistema politico mondiale. Che, più concretamente, ha il volto dei docenti dell’Università. Definiti «in maggioranza stupidi», dogmatici e vessatori, furono i più strenui oppositori del Movimento Studentesco.

Eppure, leggendo i nomi dei professori dell’epoca, troviamo la crema della lotta antifascista. Norberto Bobbio, ad esempio, che per la sua opposizione al regime aveva sperimentato il carcere, così come i professori di storia moderna Franco Venturi e Alessandro Galante Garrone, quest’ultimo partigiano combattente nelle file di Giustizia e Libertà.
Lo stesso preside di Giurisprudenza e allora sindaco di Torino Giuseppe Grosso, che tentò di fare lezione durante l’occupazione attirandosi le beffarde proteste degli studenti, era stato incarcerato per antifascismo ed era stato membro del Comitato di Liberazione Nazionale.

L’occupazione di Palazzo Campana fu per tutti, professori e studenti, la violazione di qualcosa di sacro. Il Palazzo stesso, infatti, aveva forti connotazioni simboliche. Durante il Ventennio era stato la Casa Littoria, la sede provinciale del partito nazionale fascista, ed era stato usato come carcere politico. Il 28 aprile del 1945 era stato coraggiosamente conquistato dai partigiani di Giustizia e Libertà, che lo avevano intitolato a un compagno di lotta impiccato dai repubblichini: Felice Cordero di Pamparato, detto “Campana”. Uno dei leader di Giustizia e Libertà, in quel momento, era Aldo Garosci. Nel 1967, al momento dell’occupazione, Garosci era il contestatissimo docente di Storia del Risorgimento.

I nemici “mitici” del 68 erano i fascisti, ma di fatto, almeno agli inizi, fu più uno scontro tra diverse generazioni. Perché tutti i vent’anni hanno la loro lotta da combattere. Per conquistare il futuro.

L’occupazione di Palazzo Campana durò un mese esatto, tra dibattiti, lettura, teatro, e le cosiddette contro-lezioni. Il 27 dicembre la polizia lo sgomberò, ma la rivolta si estese agli studenti di quasi tutte le università e dei licei italiani. Il Sesantotto era cominciato.

 

ARCHIUI per la Giornata Mondiale degli Studenti, sabato 17 novembre 2018


Palazzo Campana oggi

Riferimenti

Scopri questa e molte altre storie con la webapp del progetto In[TO]68, la guida interattiva per esplorare i luoghi del Sesantotto torinese, i cui contenuti sono stati curati dagli studenti delle scuole superiori di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Una delle tappe è proprio Palazzo Campana.

Pubblicata il
16 Nov, 2018